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Ya’aburnee, l’amore assoluto espresso in una sola parola

Ya'aburnee

Ya’aburnee è una parola araba che non è traducibile in italiano con un singolo vocabolo ma esprime un concetto d’amore unico, sublime e assoluto.

Ya’aburnee fa parte delle parole meravigliose, non tanto per come sia scritta ma per il suo significato.

Come Mamihlapinatapai, ad esempio, risulta intraducibile come parola singola e la resa in italiano necessita di una perifrasi per arrivare a comprenderne il significato.

Senza scomodare Shakespeare, senza aver mai visto Winnie The Pooh e, naturalmente, senza avere la minima idea che avrei potuto utilizzare una parola araba per dire la stessa cosa, mi è capitato di esprimere lo stesso concetto.

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Purtroppo credo che non abbia sortito l’effetto sperato, ma questa è un’altra storia.

Ya’aburnee, cosa significa?

Guardandola negli occhi ho espresso il desiderio di vivere a lungo, insieme, ma di morire prima di lei per non stare mai con la sua assenza.

Ya’aburnee significa sostanzialmente questo.

Si tratta della speranza di morire prima della persona che si ama perché, altrimenti, la vita senza lei sarebbe insopportabile.

Un amore assoluto, sublime che racchiude l’idea di una sofferenza. Perché la vita ne riserva in abbondanza ma potrebbe essere mitigata solo con la morte, in anticipo, rispetto all’altra persona.

Credo che non esista una dichiarazione d’amore più profonda, ovviamente se sentita e non espressa per fare colpo.

Potrebbe sembrare anche leggermente egoista, volendo, perché la speranza è quella di risparmiarsi un dolore a discapito dell’altra persona che, invece, dovrà viverlo.

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Però ogni traccia di egoismo sparisce considerando ciò a cui si rinuncia. Non si tratta di una semplice via di fuga.

Nel concetto espresso con Ya’aburnee non si scappa ad un dolore per lasciarlo all’altro, no.

Si rinuncia alla propria vita e all’amore della propria vita perché, al contrario, quel che potrebbe succedere dopo non sarebbe più né vita né amore.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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