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Pier78

Tumore al seno, maggior rischio con il consumo di salumi ed insaccati

tumore al seno
Tumore al seno, una nuova ricerca dimostra che le carni a lunga conservazione aumentano il rischio di contrazione.

La possibilità di contrarre un tumore al seno passa anche dal consumo di carni sottoposte a lavorazione per allungarne la conservazione.

Se da tempo medici e scienziati hanno evidenziato i pericoli per la salute derivanti da questo alimento, recenti studi hanno sottolineato come la consumazione quotidiana di carni (e derivati) sottoposti a processi per la lunga conservazione possa comportare il rischio di malattie croniche.

Rientrano nella categoria di alimenti considerati pericolosi le carni essiccate, le carni in scatola ed i salumi.

La ricerca compiuta dai medici dell’Università di Harvard ha evidenziato come la carne a lunga conservazione possa aumentare il rischio di sviluppo di un tumore al seno.

Tumore al seno, nuova ricerca americana

I risultati emersi sono stati pubblicati sull’International Journal of Cancer.

La ricerca si è svolta con l’analisi di 28 studi precedenti e non lascerebbe spazio a troppi dubbi.



In particolare la ricerca si è focalizzata su 13 studi con circa 1,1 milioni di donne di cui 33.000 hanno sviluppato un cancro al seno.

La responsabilità dello sviluppo delle cellule maligne deriva da nitrati e nitriti che, negli alimenti, sono impiegati come conservanti e per conferire un tonalità vivace alla carne, oltre ai grassi saturi presenti.

I nitriti e i nitrati negli alimenti vengono utilizzati diffusamente a partire dal secondo dopoguerra, per preservare l’integrità, il colore e l’aspetto delle carni conservate, alle quali conferiscono anche un leggero gusto salato. I prodotti lavorati che li contengono come additivi sono soprattutto: würstel, prosciutto cotto, pancetta, bacon, mortadella, salame, speck, salsiccia confezionata, carni a lunga scadenza e insaccati in genere.

Le donne che si nutrono con carni processate hanno un rischio del 9% in più di sviluppare cellule cancerogene nel seno. Rischio che invece non corre chi mangia la carne rossa senza lavorazione, come la tipica bistecca.

Carne sì, ma attenzione a non esagerare. Il World Cancer Research Fund suggerisce di non superare i 70 grammi di carne rossa al giorno.

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