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Pier78

Palazzo della memoria, la tecnica per ricordare molte più cose

palazzo della memoria

Conosci il palazzo della memoria? Si tratta di un’antica tecnica che permette di sviluppare il cervello e renderlo capace di memorizzare moltissime informazioni.

Hai mai sentito parlare del palazzo della memoria? Se non conosci questa tecnica ti consiglio di leggere questo post.

La tecnologia, per come si è sviluppata nel corso degli anni, da una parte ha migliorato le nostre vite, dall’altra ha contribuito al declino di alcune abilità.

E’ una condizione difficile da accettare ma è il prezzo che si paga – sempre – per la comodità.

A farne le spese è stata la nostra memoria. Capita sempre più spesso di dimenticare le cose, il nome delle persone, i numeri di telefono. Anzi, i numeri di telefono sono diventati tra le prime cose completamente dimenticate perché ci si affida alla rubrica dove vengono salvati i contatti.

Inezie, si potrebbe pensare. Eppure, tutti questi particolari che vengono dimenticati sono indice della nostra capacità di memorizzare le cose.

Lo smartphone, con le sue infinite applicazioni, ci viene in soccorso. Apparentemente. Ci aiuta a ricordare quel che siamo portati a dimenticare, peggiorando la situazione. Il cane che si morde la coda.

Non c’è nulla di sbagliato nell’uso della tecnologia anche perché, ormai, tutto è orientato in quella direzione. Però sarebbe importante non perdere la nostra capacità di ricordare, di memorizzare. Per ora magari si tratta di nomi, date, cose.

Ma in seguito l’indebolimento della memoria potrebbe portare a non farci memorizzare le persone. Gli eventi. E quel che abbiamo vissuto, i ricordi, si affievolirebbero.

Questa sarebbe la perdita più grande.

Però c’è una tecnica, antica, che potrebbe venire in nostro soccorso: il palazzo della memoria. E’ un sistema dalla potenza incredibile per riuscire a mantenere saldi i ricordi e conservarli nel tempo.

Imparando questa tecnica si può cambiare la propria vita e ricordare tanto, tantissimo.

Che cos’è il palazzo della memoria?

Storicamente la tecnica del palazzo della memoria o tecnica dei loci viene collegata a Simonide di Ceo, poeta greco del 550 a.C. Durante un banchetto, il palazzo in cui erano in corso i festeggiamenti crollò.

Sarebbe stato impossibile dare un nome alle persone rimaste sotto le macerie e Simonide riuscì ad aiutare il riconoscimento indicando dove fossero seduti i commensali poco prima del crollo.

In questa tecnica il riferimento al palazzo è naturalmente una metafora di un luogo qualsiasi che è possibile visitare per far affiorare ricordi da utilizzare poi nella vita quotidiana.

La tecnica funziona?

La risposta è semplice e brevissima. Sì, funziona estremamente bene.

Prendiamo come esempio Dominic O’Brien. Il suo nome può darsi non ti dica nulla ma questo signore è stato per otto volte campione mondiale di memoria, grazie a questa tecnica.

O’Brien è riuscito a memorizzare cinquantaquattro mazzi di carte, in sequenza, avendo guardato ogni carta una sola volta. Ha memorizzato la bellezza di 2.808 carte.

Oppure c’è il famoso “Pi greco”. A scuola, volenti o nolenti, tutti ci abbiamo avuto a che fare e ricordiamo quante cifre, dopo la virgola? Due? Tre? Pi greco equivale a 3,14159… e continua.

Nel 2015 in India tale Rajveer Meena ha memorizzato 70.000 numeri decimali del Pi greco. La sua impresa è poi stata superata da un giapponese che è riuscito a memorizzare 111.700 numeri decimali.

Sono casi estremi, certo. Però queste persone sono partite da una base: il palazzo della memoria, un luogo che custodisce i nostri ricordi.

Questo luogo può essere sfruttato in vari ambiti e per diverse circostanze ma l’uso più comune di questa tecnica è memorizzare le cose.

Funziona perché il nostro cervello riesce ad associare più facilmente le cose che vengono viste rispetto a quelle che vengono sentite..

Però, perché il metodo sia efficace, occorre che il palazzo della memoria sia un luogo molto familiare, intimo, qualcosa che si conosce profondamente.

Potrebbe trattarsi di casa, dell’ufficio, della strada che si percorre per andare a lavorare. Uno di questi o tutti insieme.

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O’Brien, la persona che ha memorizzato i cinquantaquattro mazzi di carte, ha associato numero e seme della carta ad un oggetto di casa. Poi dell’ufficio. Quindi, per ricordare, si guarda intorno ed inizia ad elencare le carte in base a quel che vede intorno.

Come costruire un valido palazzo della memoria

Ci sono diversi modi pratici per creare il proprio palazzo della memoria, senza arrivare a pensare di battere un record, anche se ci si potrà provare. Questa tecnica vale per la vita di tutti i giorni, quello che c’è da fare in casa, la lista della spesa e molto altro ancora.

Ecco come fare.

1. Scegli il tuo palazzo

La prima cosa da fare è scegliere un posto che conosci, ma che conosci bene. La tecnica funziona solo se riesci a vederti mentre entri e cammini nel luogo che hai scelto, senza dover fare alcuno sforzo. Ecco perché il luogo ideale potrebbe essere casa, l’ufficio, l’aula di scuola.

Poi bisogna definire un percorso. Oltre al luogo si deve pensare al percorso che si farà all’interno di questo spazio. Sarebbe preferibile pensare ad un percorso, un cammino abituale proprio per visualizzare gli oggetti con un ordine preciso.

Seguendo una procedura dettagliata e specifica del luogo che hai scelto sarà più facile trovare i suoi tratti distintivi che rappresentano il secondo punto per la tecnica.

2. Individua le caratteristiche

Una volta che si è scelto il proprio palazzo che, ricordo, potrebbe essere casa, ufficio, una strada, la scuola, l’aula o una vista panoramica bisogna prestare attenzione alle caratteristiche.

Supponiamo che si scelga casa propria. Pensando di entrarvi, la prima cosa che potrebbe venire in mente sarebbe la porta d’ingresso. Cosa c’è dietro quella porta? E prima di superarla, cosa vedi?

Prendi nota di tutto, ciò che vedi prima e ciò che troverai dopo.

Quando la apri, dove guardi? Prima a destra o a sinistra? Oppure avanti? La porta è aperta o usi la chiave? E quante mandate dai prima di poterla aprire?

E’ difficile perché ci sono dettagli a cui non si presta mai sufficiente attenzione ed è proprio questo lo scopo. Creare slot di memoria, piccoli spazi con delle informazioni che aiutano la memoria a lavorare.

Più dettagli riesci a definire, più slot di memoria si possono creare.

3. Il palazzo nella testa

Perché tutto funzioni, il luogo scelto ed il percorso da compiere devo essere ben impressi nella propria mente.

Per chi ha una grande memoria visiva questo aspetto potrebbe essere semplice. Però, per aiutare a mantenere chiara la visualizzazione si potrebbe:

  • Entrare e girare nel luogo più e più volte, ripetendo ad alta voce i tratti distintivi che si individuano;
  • Utilizzare un foglio per scrivere queste caratteristiche da rileggere quando servisse;
  • Scegliere sempre lo stesso percorso in modo da vedere le cose nello stesso ordine;
  • Fare una pausa, andare altrove e ritornare più tardi. La memoria ha bisogno di prendersi delle soste per rafforzarsi.

Una volta che il palazzo è ben presente nella testa si può iniziare a sfruttare la tecnica.

4. Iniziare le associazioni

Ora che il palazzo è pronto e si hanno gli slot di memoria, è ora di riempirli.

Tutto quello che serve fare è prendere un’immagine nota e associare ad essa l’elemento da memorizzare. Per rendere tutto più divertente e anche per facilitare le cose, sarebbe opportuno evitare di restare completamente realisti ma associare le immagini in modo ridicolo, folle.

La tecnica più efficace infatti prevede un sistema folle, insolito, ridicolo, straordinario, senza senso. Che poi sono le cose che si ricordano di più.

Spesso non si ricorda una giornata piatta ma si ricorda un evento ridicolo o folle capitato un determinato giorno, anche a distanza di anni. Il principio è questo.

Bisogna ricordare di comprare delle mele? Immagina la porta di casa come una mela gigante.

5. Visitare il palazzo

Ultimo passo, trascorrere del tempo nel proprio palazzo. Se si adottasse questa tecnica per la prima volta, potrebbe non essere facile associare qualcosa ad ogni oggetti. Per questo serve fare pratica e ripetere più volte il proprio percorso. Guardarsi attorno.

Più oggetti vedi, più spazi avrai per ricordare e la tua memoria ne beneficerà in futuro.

Invecchiando è importante conservare i ricordi. Questi sbiadiranno, è normale, ma potremmo evitare di farli sparire per sempre.

Esercitare la mente evita di esporci ad un simile dramma.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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