Morire di caldo, perché succede?

morire di caldo

Quando si dice “morire di caldo”, purtroppo, non è solo un modo per enfatizzare una giornata o un ambiente dove le alte temperature rendono difficoltosa ogni cosa. Morire di caldo succede davvero.

Morire di caldo è una delle espressioni che, dall’inizio dell’estate, si ripetono più spesso parlando delle condizioni meteorologiche di questa estate.

Da giugno ad oggi ha piovuto pochissimo e quel poco di acqua che è scesa non è servita a molto. Fa caldo, caldissimo quasi dappertutto. In Inghilterra qualche giorno fa la temperatura ha toccato i 40°, un record mai registrato nel paese.

Negli Stati Uniti sono stati diramati avvisi sul pericolo dell’innalzamento delle temperature.

Il caldo è un problema, non è solo scomodo e stancante. Si può morire di caldo.

Nella penisola iberica nelle ultime due settimane si sono verificati oltre mille decessi, secondo quanto riportato dai media, da ricondurre alle alte temperature. Un numero spaventoso, ancora lontano però dalle oltre quattordicimila vittime che, sempre il caldo, ha mietuto in Francia nel 2003.

Vittime per la maggior parte anziani che vivevano da soli, senza aria condizionata.

Morire di caldo, cosa succede?

Quando la temperatura del corpo aumenta troppo, il nostro organismo va in tilt: l’intestino perde tossine che vengono disperse nel corpo, le cellule iniziano a morire e può verificarsi una devastante risposta infiammatoria.

Il pericolo deriva dalla rapidità con cui il calore innesca tutti questi processi negativi nel corpo. Gli anziani sono gli individui a rischio maggiore perché il loro sistema cardiovascolare è meno resistente allo sforzo causato dall’eccesso di calore.

Ma quando le temperature sono davvero alte, anche le persone meno anziane corrono il rischio di morire di caldo, per quanto possano essere in ottima forma fisica.

Ci sono diversi esempi che possono essere citati, di persone allenate, in buona forma fisica, che hanno subito il fatale effetto del caldo. Spesso però non si muore di caldo ma per gli effetti che la temperatura induce su malattie o problematiche, conosciute o sconosciute.

Quali sono i sintomi?

Il termine medico per indicare un innalzamento eccessivo della temperatura del corpo è ipertermia.

Il corpo colpito da ipertermia mostra i primi sintomi con quelli che possono essere definiti “esaurimenti da calore“: sudore intenso, nausea, vomito e anche svenimento. Il battito cardiaco aumenta, insorgono crampi muscolari e la pelle è umida.

L’esaurimento da calore può essere contrastato spostando chi ne è colpito in un luogo fresco, liberandolo dagli indumenti e applicando salviette bagnate e fresche sul corpo.

Chi fosse colpito da esaurimento da calore e non riuscisse a trovare sollievo, potrebbe essere vittima del colpo di calore. Questa condizione si verifica quando il corpo raggiunge i 40° di temperatura interna (si tratta di un dato variabile in quanto dipende dalla tolleranza al calore di ciascuno).

Con il colpo di calore la sudorazione cessa, la pelle si secca e diventa arrossata. Il battito aumenta e la persona può delirare o svenire. Per cercare di contrastare l’aumento di temperatura, il corpo dilata i vasi sanguigni nel tentativo di raffreddare il sangue, restringendo i vasi dell’intestino.

Questo processo aumenta la permeabilità delle cellule intestinali e le tossine possono liberarsi nel corpo. Queste tossine inducono una reazione infiammatoria generale, così massiccia che per essere combattuta vengono danneggiati tessuti ed organi.

Diventa però difficile stabilire quali siano i danni causati dal caldo e quali invece dalle tossine libere di circolare nel corpo. Le cellule muscolari si decompongono andando a sovraccaricare i reni che dal troppo stress, smettono di funzionare correttamente.

Nella milza si accumulano proteine, finendo per interrompere la sua funzione. Anche la barriera che trattiene gli agenti patogeni lontani dal cervello diventa più fragile, consentendo a sostanze pericolose di minare la salute cerebrale.

Nelle persone vittime di colpi di calore sono stati riscontrate micro emorragie cerebrali.

Morire di caldo con i colpi di calore

I colpi di calore sono molto spesso sottovalutati ma, secondo una statistica dell’American Association of Family Physicians, il 10% delle persone che subiscono un colpo di calore muore.

L’esaurimento da calore richiede un trattamento medico immediato ed un rapido raffreddamento. Chi, ad esempio, cammina da solo in mezzo alla campagna nelle ore più calde della giornata potrebbe non avere tempo a sufficienza per raggiungere un punto abbastanza fresco per contrastare il problema.

Allo stesso modo le persone che vivono in aree urbane e non dispongono di aria condizionata, le persone che hanno difficoltà di deambulazione, potrebbero rischiare di non avere il tempo necessario per ricevere soccorso.

Gli anziani e le persone con una condizione clinica compromessa potrebbero avere maggiori difficoltà a regolare la propria temperatura corporea. Alcuni farmaci che aiutano a combattere certe malattie croniche potrebbero anche peggiorare il problema.

I segnali che il corpo cerca di trasmettere al cervello, per indicare la necessità di bere, potrebbero essere compromessi in età avanzata ma anche nei bambini.

Uno dei rischi maggiori è sottovalutare la serietà della situazione o non considerare troppo caldo il caldo. Ma anche non essere a conoscenza dei segni premonitori del colpo di calore.

Quello che potrebbe sembrare solo un fastidio, in realtà può trasformarsi in breve tempo in un problema serio e grave.

Come combattere il caldo?

I suggerimenti per diminuire il rischio di morire di caldo sono quelli che si sentono tutti i giorni nei vari telegiornali. Sembrerebbe quasi superfluo ribadirli ma è buona cosa ricordare sempre di:

  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno se si trascorre la maggior parte della giornata al chiuso e tra 1 e 2 litri in più per ogni ora all’aperto;
  • Evitare alcool e caffeina per placare la sete;
  • Indossare abiti leggeri, di colori chiari e utilizzare un cappello per limitare l’esposizione ai raggi del sole;
  • Mangiare tante volte piccole quantità di cibo piuttosto che abbuffarsi nei pasti principali. Sarebbe meglio preferire frutta e verdura, cibi molto ricchi d’acqua;
  • Evitare attività faticose;
  • Restare in casa il più possibile;
  • Fare pause regolari se fosse necessario compiere sforzi durante la giornata

Si tratta di consigli semplici da seguire, alla portata di tutti per evitare di rovinarsi l’estate con un malessere o, appunto, rischiare un problema decisamente peggiore.

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