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Pier78

La legittima difesa non dovrebbe mai essere una colpa

legittima difesa

Sentivo oggi su Twitter l’intervento di qualcuno che cercava di spiegare agli imbecilli del web il concetto di legittima difesa.

L’argomento è molto caldo, visto il caso di cronaca nera di ieri, ad Arezzo dove un gommista, dopo aver subito 38 tentativi di furti nella propria azienda (di cui “solo” 4 effettivamente riusciti), ha reagito all’ennesimo tentativo di furto, sparando ed uccidendo uno dei rapinatori.

L’assistente parlamentare in questione, nel suo video, dice:

Allora, vorrei fare una piccola precisazione visto che la dittatura degli imbecilli del web si è già scatenata.

Giustamente è stata aperta un’indagine per eccesso dilegittima difesa. Vorrei spiegare una cosa visto che non è per niente chiaro.

La legittima difesa è una scriminante. Per cui il fatto rimane che una persona è stata uccisa.

Cosa si fa in questi casi? Si apre un’indagine che serve proprio per accertare la legittima difesa.

Cioè non si può lasciare che ci sia un morto e non accertare che effettivamente abbia agito con la scriminante appunto di difendersi.

Altrimenti cosa succederebbe? Succederebbe che chiunque potrebbe sparare e uccidere e dire “Ah no ma guarda, è legittima difesa” e non si apre un’indagine.

Premesso che, probabilmente, faccio parte della schiera di imbecilli del web io la vedo in maniera leggermente diversa. O meglio, la vedo secondo la mia logica.

Non per questo ritengo che chi sia dall’altra parte rispetto al mio punto di vista debba essere additato come “imbecille” così, gratuitamente.

Prendiamo il caso di Arezzo, ma senza entrare nei dettagli.

Tu, rapinatore, alle 3 di notte decidi di entrare nella mia proprietà in cui io sono stato costretto ad andare a vivere, perdendo un bel pezzo di vita privata, per salvaguardare ciò che è mio. Mio e del mio socio Stato.

La mia attività per cui, con il mio buon socio, pago le spese ma divido i guadagni e nemmeno in parti uguali.

Vivo lì dentro con mia moglie.



Tu, rapinatore, di notte, al buio, ovviamente cercando di non farti vedere né sentire vieni a minacciare i miei beni che, nell’ordine, sono mia moglie, io e i beni materiali per il lavoro.

Non conosco di preciso quali siano le tue intenzioni, ma sicuramente non sono intenzioni pacifiche. Altrimenti saresti venuto a trovarmi di giorno, sotto la luce del sole e in orario di apertura.

Io mi spavento e ne ho ben ragione perché è notte, sarebbe la trentanovesima volta che mi viene fatta visita e c’è qui anche mia moglie. Mi spavento e reagisco.

Come? Ti sparo.

Che mi sia andata bene o male, non lo giudico. Ti sparo e ti colpisco. Muori.

Cosa succede ora? Viene aperta un’indagine, come spiega l’assistente parlamentare, per verificare che la mia reazione sia legittima difesa e non eccesso di legittima difesa.

Dove sarebbe l’eccesso? Che c’è stato un morto? Il mio socio da che parte sta? Mi difende?

Ma il rapinatore non ha dichiarato quali fossero le sue intenzioni.

L’eccesso di legittima difesa potrebbe essere che ad un incrocio qualcuno mi taglia la strada. Io abbasso il finestrino, lui scende dalla macchina ed io gli sparo.

Quello potrebbe essere “eccesso”. Se questo, scendendo dall’auto, brandendo il cric venisse verso di me minaccioso, allora forse no.

Ma alle tre del mattino, a casa mia, nella mia proprietà venisse a rompermi le scatole come si potrebbe mettere in dubbio che si tratti solo ed esclusivamente di legittima difesa?

C’è stato un morto, va bene l’indagine. Ma al contrario di come sempre succede, si dovrebbe partire col fatto che il rapinato non abbia ecceduto.

Iniziamo col dargli ragione. In toto.

Poi nel caso in cui venisse fuori che il rapinatore non fosse stato tale, che si fosse trovato lì e a quell’ora con una motivazione completamente diversa da quella che ha portato il gommista a sparare, allora si potrebbe parlare di eccesso.

Ma l’indagine andrebbe fatta sugli altri. Non sul rapinato.

Perché altrimenti si continuerebbe a ragionare col concetto di “colpevole, fino a prova contraria” mentre, in certi casi, si è “innocenti, fino a prova contraria”.

Questa è solo la mia opinione ed io sono solo un imbecille del web.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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