Nel doodle odierno Google celebra il 400° anniversario di morte di William Shakespeare, drammaturgo e poeta inglese, considerato come il più importante scrittore in lingua inglese e generalmente ritenuto il più eminente drammaturgo della cultura occidentale.

La sua vita è avvolta nel mistero. Chi era davvero William Shakespeare? Un genio della piuma d’oca intinta nel calamaio o solo un qualunque individuo, anche poco colto, con la fortuna di essersi trovato al posto giusto nel momento giusto? Nessuno può rispondere anche perché esistono pochi documenti che lo riguardano e quei pochi non fanno che aumentare dubbi e curiosità.

Fu lui l’autore di Romeo e Giulietta, del Mercante di Venezia oppure della sua vita va ricordato solo quanto riportato dal critico George Steevens che di lui scrisse «Nacque a Stratford-upon-Avon, si fece là una famiglia, andò a Londra, fece l’attore e lo scrittore, tornò a Stratford, fece testamento e morì»?

Tutto quello che è stato detto di lui, a corollario di questa lapidaria biografia, sono ipotesi così come ipotetici sono i ritratti che lo riguardano, realizzati dopo la sua morte da artisti che non l’avevano mai visto.

E c’è chi pensa anche che Shakespeare fosse solo un prestanome che serviva a celare un nome italo-inglese come vero autore delle opere che voleva restare anonimo (John Florio) e che aveva bisogno di un socio introdotto nell’ambiente letterario d’Oltremanica.

Sono passati 400 anni dalla sua morte ma il mistero resta rinchiuso nella biblioteca di William III di Pembroke a cui John Florio aveva lasciato in eredità tutte le sue opere e che ancora restano vietate agli studiosi forse per difendere un mito dell’Inghilterra che ricordano ma di cui nessuno sa niente.

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