Pier78

Juventus Manchester Utd, lo schiaffo meritato

Juventus Manchester Utd
Juventus Manchester Utd = 1 – 2. Dopo aver dominato per 85 minuti e messo alle corde gli inglesi, la squadra bianconera si addormenta, viene raggiunta e poi sconfitta. Uno schiaffo, doppio, assolutamente meritato.

Le partite di calcio finiscono quando l’arbitro emette il triplice fischio, di solito dopo circa novanta minuti di gioco. Si possono vincere, pareggiare o perdere ma questo, solitamente, avviene dopo il fischio finale.

Sembra invece che questo aspetto stia sfuggendo alla Juventus delle ultime settimane per cui le partite si vincono dopo aver segnato.

Anche in Juventus Manchester Utd di ieri sera è successa la stessa, identica, cosa che conferma la brutta tendenza della squadra. Anzi, con qualche aggravante in più.

Contro il Genoa, il 20 ottobre, la formazione di Allegri passa in vantaggio al 18esimo del primo tempo con Cristiano Ronaldo. Per i 49 minuti successivi non succede nulla se non credere di poter vincere. Tanto che al 67esimo minuto il pallone, destinato ad uscire, resta in campo. Non ci crede nessuno, nessuno si interessa di quel rimbalzo all’interno del terreno di gioco, cross del Genoa e gol del pareggio con dormita collettiva a centro area. Risultato in parità, due punti buttati.

La settimana dopo si va ad Empoli. Lì i bianconeri passano addirittura in svantaggio prima della doppietta di CR7 che regala tre punti alla squadra. Meritati? Decisamente no. Il rigore con cui il portoghese riacciuffa i toscani è giusto, poi solo una prodezza del 5 volte pallone d’oro permette di vincere la sfida contro la formazione di Andreazzoli che se avesse portato a casa un pareggio non avrebbe rubato nulla.

Tra le due partite c’è stata l’andata del terzo turno di Champions, a Manchester. La Juventus vince, ma non convince. Non del tutto, almeno. Però sembra che l’aria della Champions svegli dal torpore gli undici bianconeri. Nel finale si soffre, ma arriva la vittoria.

Sabato scorso a Torino arriva il Cagliari. I ragazzi di Allegri vincono, ma – al di là delle decisioni arbitrali su cui non mi soffermo perché, sapete, fanno parte del gioco – giocano decisamente sotto il livello di guardia. Il 3-1 finale arriva nel recupero e, poco prima, i sardi sono andati vicinissimi al pareggio. Che forse avrebbero meritato.

Testa alla Champions, si pensava. Come dopo il Genoa.

Quindi un tifoso, obiettivo, avrebbe pensato che Juventus Manchester Utd sarebbe stata una partita in cui la concentrazione dei bianconeri non avrebbe subito cali.

Gioca bene, la Juventus, ieri sera. Per 85 minuti mette alle corde Mourinho e i suoi giocatori. Presi a pallonate per 65 minuti, dopo un palo ed una traversa arriva il vantaggio con una splendida rete di CR7, servito magistralmente da Bonucci.

Ma il portoghese e compagni non si fermano, giocano, rubano palloni, costruiscono. Solo la mira salva gli inglesi dal tracollo con errori imperdonabili di Pjanic e Cuadrado che calciano malamente davanti alla porta.

E’ un’altra Juventus, pare.

Ma il blackout arriva, ancora. Gol fatto, due gol sbagliati e la sicurezza di vincere.



La differenza però è che sul terreno di gioco, con tutto il rispetto per Genoa e Cagliari, c’è il Manchester Utd allenato da Mourinho a cui sono dedicati i cori delle curve per tutta la partita. Cori, certo, non propriamente di sostegno.

E Mourinho non vuole proprio perdere la partita contro gli acerrimi rivali dell’ex allenatore interista. Anzi, sarebbe ben contento di beffare i bianconeri, espugnando l’Allianz Stadium.

Due cambi intelligenti dell’allenatore di Setúbal, riaccendono la partita in cui la Juventus fa Harakiri.

Le sostituzioni di De Sciglio per Barzagli e Cuadrado per Mandzukic non convincono. Il Manchester Utd ci crede e, nella confusione generale, Matuidi commette un fallo irruente al limite dell’area. Mata, appena entrato, calcia una traiettoria sul palo alla destra di Szczęsny (che non sembra esente da responsabilità) e all’86esimo fa 1 a 1.

Finita? Manco per sogno. La Juventus continua ad essere agonizzante mente i Red Devils ci credono, nonostante manchi una manciata di minuti alla fine. Ci credono, tanto che all’89esimo arriva il pasticcio.

Da calcio di punizione la palla arriva in mezzo all’area di rigore dove saltano in tre. Bonucci cerca di coprire Pogba per agevolare l’uscita di Szczęsny che tentenna (facendo rimpiangere il passato). Rimbalzo sul 19 bianconero, ultimo tocco di Alex Sandro e pallone in rete. In quattro minuti si passa dall’1 a 0 all’1 a 2.

Finisce così, con Mourinho che, a partita finita porta la mano dietro l’orecchio per sentire se ci siano ancora cori contro di lui dopo essere stato bersagliato per tutta la partita da una tifoseria che si dedica più agli altri che a sostenere la propria formazione.

Nulla è compromesso, solo che il discorso qualificazione si sarebbe potuto chiudere subito, senza tirarla per le lunghe, da primi in classifica. E invece no.

Almeno, non ancora.

Con la testa la Juventus non c’è. Con questa testa le partite non si vincono e non si può nemmeno pensare di mettere fine all’ossessione Champions.

Juventus Manchester Utd è stata la dimostrazione che Allegri e la sua squadra non sanno chiudere le partite. Fosse successo una volta, si potrebbe parlare di caso. Ora sono due ed è quasi una certezza.

Non può bastare Ronaldo, non bastano gli acquisti e non c’è sempre una scusa e la buona sorte, a volte, guarda anche altrove.

Speriamo che lo schiaffo, doppio (sconfitta da ManUtd e Mourinho) e sonoro serva per svegliare un po’ tutti.

Perché se non si gioca per vincere e fino alla fine (che ironicamente è anche il motto ed hashtag della squadra) le partite si buttano via. Come ieri sera.

Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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