Una battuta in pieno stile Ibrahimovic, a misura del suo stratosferico ego «Se rimpiazzassero la torre Eiffel con una mia statua potrei restare a Parigi».

Zlatan Ibrahimovic esprime così la possibilità di vestire ancora la maglia del PSG nella prossima stagione, nonostante il campionato francese vinto con largo anticipo e la squadra ancora in corsa per l’ambita Champions League.

Lo sceicco proprietario della squadra spera ancora di poter trattenere il campione svedese magari con una maxi offerta per prolungare il contratto in scadenza a giugno.

Il tifo parigino è spaccato riguardo la permanenza di Ibrahimovic sotto la torre Eiffel. Da un lato si è confermato un vero e proprio campione, interprete di un calcio totale e con numeri da vero fenomeno (102 reti in 115 gare). Un leader carismatico, capace di caricare sulle proprie spalle il peso della squadra e condurla al successo. E’ accaduto all’Inter e al Milan, non al Barcellona dove le sue prestazioni – pur sempre di livello – erano offuscate dagli altri campionissimi della rosa.

Però Ibrahimovic, spesso criticato per il suo scarso contributo in campo internazionale, si potrà discutere per le dichiarazioni – delle volte sopra le righe – ma in campo ha sempre dimostrato di essere l’ultimo ad arrendersi o forse l’ultimo a non farlo proprio, deliziando il pubblico con giocate di prepotenza, di prestanza fisica condite con lo stile di arti marziali (è cintura nera di Taekwondo).

Privarsi di un giocatore come Ibrahimovic potrà anche fare il bene della cassa, ma ci perde tutta la squadra. Probabilmente le sirene inglesi lo affascinano ed è uno dei grandi campionati che ancora manca nella bacheca dello svedese. A meno che Al-Khelaïfi, invece che sul cuore, metta una mano sul portafogli e possa sopperire a questa mancanza con un cospicuo bonifico sul suo conto per guarirlo da quello che al momento sembra un forte “mal di pancia“.

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