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Pier78

Google Plus, chiusura anticipata ad aprile 2019

Google Plus
Google Plus chiude ad aprile. L’azienda di Mountain View ha deciso di anticipare di 4 mesi la chiusura dopo aver scoperto una nuova falla di sicurezza.

Google Plus chiude. La notizia era già stata diffusa qualche tempo fa ma ora i battenti saranno avvicinati con anticipo.

Rispetto a quanto inizialmente comunicato, con la chiusura prevista per agosto, Google ha deciso di anticipare la cessazione dei servizi di quattro mesi, spegnendo tutto ad aprile.

Google Plus, cos’è (o cos’era)?

Google Plus è stato definito un Social Network che, secondo i piani di Big G (leggasi Google) dal 2011 avrebbe dovuto far concorrenza a Facebook e Twitter.

In teoria la definizione di social network non sarebbe stata quella più appropriata da attribuire a G+ perché le sue caratteristiche lo rendevano sì social, ma molto legato al motore di ricerca che tutti conosciamo.

In termini pratici la pubblicazione di un post su G+ avrebbe portato, oltre alla condivisione di una notizia, un beneficio in termini SEO, aspetto principale su cui puntava l’azienda.

Perché Google Plus chiude?

In questi sette anni però Google Plus non ha mai sfondato. Anzi, forse successo e risultati sono stati decisamente sotto le aspettative, restando fermo al palo con un tempo medio di sessione (dati Google) di circa 5 secondi.

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Decisamente un disastro.

Aggiungiamoci anche il carico, le falle sulla sicurezza. Non ultima quella scoperta recentemente che ha portato l’azienda ad anticipare la chiusura.

La nuova vulnerabilità scoperta ha evidenziato che i dati di circa 52 milioni di iscritti potevano essere mostrati a sviluppatori di terze parti nonostante gli utenti avessero impostato quei dati (nome, cognome, e-mail, professione, età…) come informazioni private, quindi non visibili pubblicamente.

Una falla simile a quella precedente, individuata ad ottobre, che è stata la prima goccia a far traboccare il vaso.

Sentiremo la mancanza di Google+? Probabilmente no.

A giudicare dai risultati, pensando alla sfida che si erano messi in testa al momento del lancio, Google Plus non è mai stata una “prima scelta”. Sperare di poter cambiare le abitudini di milioni di utenti a far preferire il nuovo rispetto a Facebook o Twitter è stata un’impresa troppo ardua, anche per Google.

In più senza offrire qualcosa di nuovo, rivoluzionario, innovativo. E anche semplice, perché Google+ era un po’ troppo intricato, seppur sembrasse lineare.

Un fallimento che però potrebbe non segnare l’addio definitivo ai Social Network da parte di Google. L’esperienza insegna e dagli errori si impara.

Le possibilità sono comunque tante e si possono aprire scenari sempre nuovi.

In più l’azienda di Mountain View ha dalla sua un’infinita potenza economica che gli permetterà di voltare pagina in maniera quasi indolore.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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