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Pier78

Data di scadenza, quanto è davvero importante per la salute?

data di scadenza

Quando si acquistano alimenti, tutti siamo portati a controllare la data di scadenza. Ma quanto è davvero importante, per salvaguardare la salute, quell’indicazione riportata su tutte le confezioni?

Mentre fai la spesa al supermercato o nel negozio di alimentari sotto casa ti sarà sicuramente capitato, soprattutto per certi cibi, di controllare la data di scadenza. Soprattutto se acquisti qualcosa che sai non consumerai entro breve.

Ma il cibo scaduto è davvero così pericoloso? Chiaramente nessuno vorrebbe mai rischiare di contrarre un’infezione da salmonella, l’agente batterico più comune per infezioni trasmesse da alimenti.

Qual è la differenza tra la dicitura “da consumarsi entro il” e “preferibilmente entro il”?

La risposta la fornisce Jeff Nelken, esperto di sicurezza alimentare, consulenza HACCP, ispezioni di cucina e servizio sanitario della California.

Intanto – spiega Nelken – c’è una storia dietro la data di scadenza degli alimenti. Circa quarant’anni fa le aziende alimentari hanno iniziato a chiedere ai consumatori di provare cibi scaduti da tre, cinque, sette giorni per scoprire quando venisse riscontrato un peggioramento della qualità. Le variazioni a livello olfattivo, gustativo e di aspetto hanno dato un’indicazione valida per determinare una data indicativa di consumo. Trascorsa quella il cibo risultava (e risulta) ancora sicuro da mangiare ma potrebbe avere una qualità inferiore.

Per questo gli alimenti riportano diciture diverse per indicare la scadenza:

  • Da consumarsi entro il: è la data ultima, consigliata, per mangiare un prodotto di qualità. Per quanto riguarda i prodotti destinati ai neonati invece è meglio stare entro il limite indicato. Le formule di alimenti per bambini sono più delicate rispetto a quelle destinate agli adulti.
  • Preferibilmente entro il: indica che la qualità ed il sapore del prodotto sono garantiti entro la data stampata. Successivamente potrebbe perdere alcune caratteristiche ma questo non ha nulla a che fare con la sicurezza nel consumo. Se l’alimento non presenta segni di deterioramento può essere venduto, acquistato, donato e consumato anche oltre il “best before“.
  • Da congelare entro il: alcuni prodotti che possono essere conservati a lungo presentano questa indicazione ed è la data entro cui l’alimento dev’essere messo in freezer per garantire la sua qualità. Anche in questo caso la data non incide sulla sicurezza.
  • Da vendere entro il: è l’indicazione per i negozi e supermercati. Indica per quanto tempo un alimento può restare esposto negli scaffali. Nessun pericolo per la sicurezza.

In pratica, come afferma Nelken, nessuna data di scadenza indica un limite oltre il quale l’alimento possa essere considerato da buttare. A meno che non sia deteriorato.

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Se il prodotto dovesse mostrare evidenti segni di deterioramento come muffa, odore diverso da quello che dovrebbe avere o confezioni gonfie rispetto al normale allora è da evitare.

E’ bene non scherzare soprattutto con latticini e carne. La carne può resistere in frigorifero fino a cinque giorni da cruda, se cotta è da consumare al massimo entro due o tre giorni.

Il latte può resistere in frigorifero fino a sette giorni. In alcuni casi anche di più ma sarebbe meglio evitare. Poi ci sono cibi da dispensa (tipo il miele) che possono durare molto più a lungo se conservati in luoghi asciutti.

Per quanto riguarda i cibi nel congelatore, più tempo restano ghiacciati più perdono sapore. Ma il cibo congelato è sempre sicuro.

Quindi, prima di concentrarsi sulla data di scadenza, sarebbe opportuno fidarsi dei propri sensi e delle proprie sensazioni. Se un alimento si presenta alterato, è da buttare anche se la scadenza indica che manchino diversi giorni prima di avariare.

Nelken suggerisce anche come regolare il frigorifero per la conservazione degli alimenti. La temperatura dovrebbe essere regolata a 5° C o anche più bassa. Tenere una temperatura superiore a 5° C provoca una cattiva conservazione degli alimenti.

Il problema è che il frigorifero non ha un regolatore di temperatura ma solo un indicatore di potenza. Motivo per cui sarebbe sicuramente importante investire in un piccolo termometro da frigorifero per sapere con certezza la temperatura a cui si conservano gli alimenti.

Conservare i prodotti alla giusta temperatura, controllare il loro deterioramento e fidarsi dei propri sensi prima che della data di scadenza è il miglior modo per mangiare sicuro e ridurre gli sprechi alimentari.

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Pier

Mi chiamo Pierpaolo ma per tutti, da sempre, sono Pier. L'anagrafe dice che io sia nato - come suggerisce il sito - nel 1978 ma spesso ho dei dubbi. Da sempre sono appassionato di tecnologia. Nel 2005 mi sono innamorato di Apple e da allora non ho mai smesso di seguirla.
Sono stato editor su iSpazio, il primo blog italiano del mondo Apple per cui ho pubblicato notizie e redazionali.
Sono papà di Leonardo, il mio amore più grande.
Le mie altre passioni sono la lettura e la scrittura. Mi piace la musica e il calcio. Tifoso della Juventus, sono stato arbitro di calcio, cosa che mi ha permesso di mettere un po' da parte il tifo e vedere lo sport da un'altra angolazione.

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