Bramare appartiene, a mio parere, all’elenco di parole che possono essere definite meravigliose.

E’ caduta in disuso e viene spesso sottovalutata o le si preferisce un sinonimo, perché si è perso il suo senso più intimo e profondo riferito a qualcosa che si desidera ardentemente e che porta a struggersi l’anima tanta è forte la natura del sentimento che accompagna questa parola.

Bramare, il muggito dell’anima

La parola deriva dal germanico brammōn, che non avrebbe niente di poetico in sé in quanto si tradurrebbe con “muggire“. Ma è proprio questa forte componente onomatopeica che la rende speciale.

Un verso istintivo, gutturale, che non esce regolato dalle corde vocali ma esplode dall’interno del cuore e si diffonde nell’aria. Come un ruggito, dell’anima, che non solo desidera ma esprime qualcosa di ancora più forte.

Non a caso, anche se un po’ forzatamente, all’interno di bramare si può trovare il verbo che fa scatenare l’ardente desiderio. Amare.

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